Saturday, March 31, 2007

IN GABBIAti?


Non si può sempre essere allegri.
A posto.
Eleganti.
Sorridenti.
Come se tutto andasse bene perchè ovviamente tutto va bene oggidì.
Ci rendiamo conto che questa società sta abolendo il diritto di star male?
Di non essere belli in forma in salute e sempre giovani ventenni?
Dove lo spazio per il dolore?
Il rispetto e la venerazione per l'anziano, il suo sapere?
Tolleranza non solo per le diverse culture-che va di moda- ma per chi non ci sta, non può starci, e deve per forza se no sono tutti cazzi suoi.
Per non parlare di chi si permette di pensare con la sua testa e di nons eguire l'andazzo.
Povero lui.
Sono stufo delle vite sprecate per la carriera, di vedere e sentire gente che arriva a cinquanta anni e scopre di non avere vissuto da trenta, delle nevrosi d'angoscia curate con pastigliette a manetta invece di una bella gita o una chiaccherata.
Siamo spesso ingabbiati in dinamiche che ci paiono ovvie ma ovvie non sono.
Come il diritto sacrosanto di fare bisogni a scuola: perche diavolo per vent anni ho dovuto chiedere permesso di fare ciò che è ovvio debba fare, senza dar noia a nessuno?
Perchè sul lavoro si deve sempre essere sorridenti?
Perchè il tipo vestito di bianco a Roma dice che la vita è sempre una cosa meravigliosa?
Perchè i film decenti sono sempre solo dopo le 11 di sera?
Cazzo me ne fotte di cosa fanno degli idioti che non sanno parlare rinchiusi-per finta-in una casa o su un'isola?

Come questa mille altre cose.
Rendiamocene conto.
Stacchiamo, non solo ogni tanto.
Pensiamo, sempre.
Costa caro, ma ne vale la spesa.
Usciamo dalla gabbia.

3 comments:

la rochelle said...

caro gale, capisco e sottoscrivo il tuo sfogo ma per uscire dalla gabbia occorre qualcuno che ci apra. perchè in fin dei conti noi siamo ingabbiati nelle convenzioni di una società che ci ha plasmati e che ci vuole in un certo modo. e poi ho un dubbio: se qualcuno dovesse mai aprirci questa gabbia, saremo così decisi ad uscire?

romHero said...

la libertà, dopo anni di buio e galera, fa paura..
affascina fintanto che non la possediamo, ma una volta avuta è difficile da gestire..specialmente per chi poca davvero ne ha avuta.
Vuoi per imposture convenzioni, pia societas, ecclesia..etc etc.
la consapevolezza dell'ingabbiatura, se cosi la posso chiamare, è già sintomo, l'avvenuta scarcerazione resta sogno lontano e , troppo spesso, irrealizzabile.
Inoltre, la Libertà non è da tutti.
Quanti se la sentirebbero di remare contro tutto ciò cher hanno appreso come Santo e Buono finora?

Essere libero è nulla
Diventarlo
è cosa celestiale.

Anonymous said...

la consapevolezza dell'ingabbiatura ...oltre che sintomo...è un inizio di un cammino contro....tutto e tutti...un cammino irreversibile ....una volta consapevoli ...nel bene e nel male non si può tornare indietro....
ci vuole coraggio perchè è un salto nel buio...
la str@mp@